Educare un cane

Educare un cane

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L’educazione del cane spetta al padrone e deve cominciare, se è possibile, sin dallo svezzamento; è un’opera di grande pazienza che ha inizio con un’attenta osservazione di certe caratteristiche di indole che si rivelano assai per tempo.

Prima di mettere in opera le norme più elementari, rendetevi ben conto dell’intelligenza, del comportamento, delle prime “risposte” che vi darà il vostro giovane allievo.

Pur appartenendo alla medesima razza, vi sono cuccioli timidi e paurosi e cuccioli irrequieti e ribelli.

Si cercherà di correggere i difetti degli uni dopo che avranno acquistato una certa autonomia, con gli altri si dovrà intervenire con estrema fermezza, escludendo naturalmente ogni brutalità che crei un clima di rancore e di antagonismo.

È regola assoluta quella di non infliggere mai al cane una correzione con quegli strumenti che serviranno al suo addestramento, come il guinzaglio, né usare le mani dalle quali l’allievo non deve ricevere che carezze.

Basterà qualche scapaccione, dato con un giornale arrotolato, subito dopo scoperta la marachella, così che la causa e l’effetto restino ben chiari, nell’intelligenza dell’animale.

Uno dei primi rudimenti dell’educazione è quello che riguarda la pulizia, l’abitudine alle evacuazioni in tempi e luoghi determinati, così che sia il cane stesso a richiedere di essere condotto fuori. E ciò dovrà effettuarsi almeno tre volte al giorno: al mattino, dopo il pasto e alla sera.

Possono presentarsi a questo proposito alcuni inconvenienti, dovuti sia al nervosismo o all’eccitazione dell’animale, sia alla differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno. Se questi inconvenienti non sono dovuti a fatti morbosi, se ne potrà aver ragione con un po’ di pazienza.

Il vostro cane deve ricevere subito un nome breve e facile. L’esperienza ha dimostrato a tutti che un Arcibaldo risponde più prontamente se lo si chiama Baldo. Quando ha imparato a rispondere al suo nome e ha preso a seguire il suo padrone, il cucciolo ha già fatto una bella strada. Quando si sarà reso conto del tipo di educazione che si richiede di lui, sarà prontoa impara e l’obbedienza, e giustamente è stato detto che l‘obbedienza è presentata sotto forma di gioco o alternata al gioco.

La prima mossa sarà quella del richiamo, fatta con voce tranquilla, accompagnata da un gesto sobrio. Una carezza premierà la risposta.

Un semplice collare e un guinzaglio lungo, tali da non procurare costrizione o dolore, ma solidi abbastanza per dirigere i movimenti dell’animale saranno i primi strumenti da usare, regolando la trazione o la libertà in modo da obbligare l’allievo ad accorrere alla parola d’ordine. La lezione deve essere paziente e ripetuta più e più volte ma per non più di un quarto d’ora alla volta.

Al richiamo seguiranno i comandi di posizione: “seduto”, “a terra”, “in piedi” e poi gli esercizi di movimento: la partenza, il comando di stop, l’ordine di “avanti”.

Le passeggiate avranno un’andatura regolata sul vostro passo, nel caso di addestramento specializzato si impongono tecniche speciali per la direzione di marcia i salti, la cerca, il riporto e così via, per una gamma di istruzioni che rientrano nel campo di specializzazione che qui non è il caso di affrontare.

Comunque, per quanto sia molto semplice il parlare di queste gradualità, esse richiedono settimane e mesi e un livello di intelligenza e di comprensione nel padrone non meno che nell’animale.

Oltre alla difficoltà corrente dell‘addestramento vi sono poi situazioni speciali da affrontare e che dipendono dall’indole o da qualche vizio acquisito dell‘animale. Vi sono cani che non amano le passeggiate, cani che abbaiano, latrano, si lamentano a lungo, cani troppo pazzerelloni, cani irritabili e aggressivi.

Ogni problema richiede una indagine sulle cause, prima di provvedere con le correzioni o operare con la pazienza.

Naturalmente l’educazione di un cane adulto, decuplica le difficoltà e spesso sbocca in un fallimento.

In questi casi solo lo stabilirsi di un saldo legame affettivo può sbloccare la situazione.

Oltre a questi brevi consigli informativi bisogna ricordare di prendere i provvedimenti opportuni nel caso di cani in visita ad estranei o nostri ospiti, nel caso di cani insofferenti o gelosi di altri cani anche se della stessa razza o di cani che odiano i gatti al punto da provocare vere battaglie.